La Nasa ha ordinato ai quattro astronauti della missione Crew-12 di prepararsi a una possibile evacuazione d'emergenza dalla Stazione Spaziale Internazionale, dopo che il tasso di perdita d'aria nel modulo russo Zvezda è raddoppiato in pochi giorni. L'agenzia spaziale statunitense ha comunicato la decisione venerdì 5 giugno, a seguito di un monitoraggio che ha rilevato un aggravamento della falla. I membri dell'equipaggio hanno ricevuto l'istruzione di indossare le tute spaziali e rifugiarsi all'interno della capsula Crew Dragon, agganciata alla stazione, pronti a sganciarsi se necessario. La misura, sebbene definita preventiva, segna un livello di allerta senza precedenti per il laboratorio orbitale.
Vazamento raddoppiato: da 0,45 a 0,9 kg al giorno
La perdita, che nei mesi scorsi era considerata di modesta entità, ha subito un'accelerazione improvvisa lunedì 1° giugno. Secondo quanto riferito da un alto funzionario della Nasa che ha parlato in forma anonima, la quantità di aria dispersa è passata da circa 0,45 chilogrammi al giorno a quasi 0,9 chilogrammi quotidiani. Già alle 9:04 del mattino (ora della costa orientale degli Stati Uniti) di quel lunedì, il centro di controllo di Houston aveva ordinato agli astronauti di entrare nella Crew Dragon e prepararsi a un'evacuazione. L'ordine è stato mantenuto e rafforzato nei giorni successivi, fino all'annuncio ufficiale di venerdì. La progressione del fenomeno ha spinto la Nasa a non abbassare la guardia.
Due falle nel modulo Zvezda: riparazioni in corso
L'agenzia spaziale russa Roscosmos ha comunicato di aver identificato due distinti punti di fuga d'aria nel modulo Zvezda, componente chiave del segmento russo della stazione. Il primo vazamento è già stato sigillato con l'applicazione di un composto ermetico, mentre il secondo, situato nella parte cònica del compartimento di transizione, è ancora in fase di riparazione. Nonostante il raddoppio della perdita, la Roscosmos ha dichiarato che la situazione non rappresenta un pericolo immediato per l'equipaggio e che la pressione interna della ISS rimane stabile. I tecnici russi continuano i lavori di tenuta, ma non è ancora chiaro quando la falla sarà completamente chiusa.
L'equipaggio della Crew-12: chi sono gli astronauti in allerta
La missione Crew-12, dodicesimo volo operativo di rotazione dell'equipaggio realizzato da SpaceX per conto della Nasa, è stata lanciata a febbraio 2026 e prevede una permanenza di circa nove mesi a bordo della ISS. I quattro occupanti sono gli statunitensi Jessica Meir e Jack Hathaway, la francese Sophie Adenot dell'Agenzia Spaziale Europea e il cosmonauta russo Andrey Fedyaev, appartenente alla Roscosmos. Sono proprio loro a ricevere l'allerta di evacuazione e a trovarsi ora nella Crew Dragon, indossando le tute spaziali. La composizione internazionale dell'equipaggio riflette la natura collaborativa della stazione, ma anche la complessità di gestire un'emergenza che coinvolge moduli di diverse agenzie.
Crew Dragon: il veicolo di salvataggio autonomo
La capsula Crew Dragon, sviluppata da SpaceX, costituisce il principale mezzo di trasporto per gli astronauti della Nasa e funge anche da scialuppa di salvataggio in caso di crisi. Progettata per operare con un elevato grado di automazione, può trasportare fino a sette persone e compiere manovre di aggancio e rientro in modo autonomo. In una situazione di emergenza, il veicolo può sganciarsi rapidamente dalla ISS e riportare l'equipaggio sulla Terra in poche ore. La decisione di far rifugiare gli astronauti al suo interno è una misura precauzionale che mantiene aperta la possibilità di un'evacuazione immediata.
Una stazione che invecchia: le sfide della cooperazione spaziale
La Stazione Spaziale Internazionale orbita a circa 400 chilometri dalla Terra ed è la più grande struttura mai costruita dall'uomo nello spazio. Abitata ininterrottamente dal 2000, è frutto di una partnership che coinvolge Stati Uniti, Russia, Canada, Giappone e diverse nazioni europee. Il modulo Zvezda, dove si sono verificati i vazamenti, è un elemento centrale del complesso, le cui dimensioni sono paragonabili a quelle di un campo da calcio. La ISS compie circa 16 orbite al giorno e può ospitare fino a sette astronauti in missioni di lunga durata. L'episodio attuale mette in luce le difficoltà di mantenere operativa una struttura ormai datata, sottoposta a continue sollecitazioni.
