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Norvegia in testa alle possibili sorprese del Mondiale 2026, la Turchia torna dopo 24 anni

Victória dos Santos de Sá
Norvegia in testa alle possibili sorprese del Mondiale 2026, la Turchia torna dopo 24 anni

La Norvegia guida la lista delle possibili sorprese del Mondiale 2026, secondo la stampa specializzata. A meno di una settimana dal fischio d'inizio del torneo, che prenderà il via giovedì 11 con il match tra Messico e Sudafrica, l'attenzione è sui grandi favoriti: Francia, Spagna, Argentina, Inghilterra e Brasile. Ma come sempre, alcune squadre meno celebrate arrivano forti di cicli positivi di quattro anni. La selezione norvegese è in cima a questa lista, con un attacco che fa tremare le difese.

Le outsider con le carte in regola

Classificatasi come leader del proprio girone di qualificazione, la Norvegia ha lasciato alle spalle la quattrocampione del mondo Italia, esclusa dalla Coppa per la terza volta consecutiva. Il reparto offensivo è guidato da Erling Haaland, implacabile finalizzatore, e dal centrocampista Martin Ødegaard dell'Arsenal, principale regista delle azioni. A completare il trio d'attacco c'è il centravanti Alexander Sørloth dell'Atlético Madrid. Ma la forza non si ferma all'attacco: l'ala laterale Julian Ryerson, il mediano Sander Berge e l'esterno Antonio Nusa compongono un insieme equilibrato che può portare la Norvegia a grandi traguardi nel Mondiale.

Il ritorno della Turchia dopo 24 anni

Di nuovo in gioco dopo più di due decenni di assenza, la Turchia ha superato i playoff delle qualificazioni europee con due vittorie per 1-0 su Romania e Kosovo, sotto la guida del tecnico italiano Vincenzo Montella. La squadra punta su giovani talenti come Arda Güler del Real Madrid e Kenan Yildiz della Juventus per guidare l'attacco. A centrocampo, l'esperienza del veterano Hakan Çalhanoglu fa la differenza, mentre il terzino Ferdi Kadıoglu offre vigore fisico e qualità sulle fasce. Una combinazione che promette equilibrio e imprevedibilità, rendendo la Turchia una potenziale mina vagante.

Le insidie da Asia e Africa

Il principale rappresentante asiatico nel ranking FIFA, al 18° posto, è il Giappone di Hajime Moriyasu, che ha mostrato grande costanza. La squadra ha sconfitto il Brasile l'anno scorso e, dal 2018, non perde contro una selezione europea nei tempi regolamentari — l'ultima sconfitta risale al Belgio. Nonostante le assenze importanti in attacco per infortunio di Kaoru Mitoma e Takumi Minamino, il Giappone può contare su elementi come Wataru Endo, Daichi Kamada, Takefusa Kubo e Ayase Ueda. Questo nucleo può portare i giapponesi lontano nella competizione.

Giappone, un predatore di europei

La Costa d'Avorio arriva al Mondiale con il morale alto dopo una vittoria in amichevole contro la Francia. La rosa è ricca di giovani promesse, in particolare gli esterni Amad Diallo (23 anni) e Yan Diomande (19), oltre al centravanti Ange-Yoan Bonny, recentemente naturalizzato e acquistato dall'Inter di Milano. Gli Elefanti hanno inoltre conquistato la Coppa d'Africa all'inizio del 2024, battendo la Nigeria 2-1 nella finale giocata in casa. La fiducia è alle stelle.

Il Senegal, vicecampione della Coppa d'Africa all'inizio di quest'anno, ha avuto un titolo contestato per una decisione giudiziaria che ha dichiarato il Marocco campione, ma sul campo la squadra ha vinto 1-0 ai supplementari con gol di Pape Gueye. La colonna difensiva è Kalidou Koulibaly, ex Napoli e Chelsea. A centrocampo, Idrissa Gueye gestisce l'uscita di palla e Pape Gueye la costruzione. In attacco, Sadio Mané, Ismaïla Sarr e Nicolas Jackson sono i nomi di punta. L'esperienza e la solidità possono rendere i senegalesi un osso duro per i favoriti.

Il punto di vista di The Premise News: La presenza di Norvegia, Turchia, Giappone, Costa d'Avorio e Senegal nella lista delle potenziali zebre non è casuale — tutte provengono da cicli competitivi solidi e hanno ottenuto risultati significativi contro grandi squadre. Ciò che è in gioco è la possibilità di rompere l'egemonia storica, e per queste squadre si tratta di consolidare generazioni talentuose. La tensione principale riguarda la capacità di mantenere la regolarità in un torneo breve e ad alta intensità. Nei prossimi giorni, il rendimento nella fase a gironi sarà decisivo per capire se il potenziale si trasformerà in campagne durature. Alla fine, la verità del campo svelerà se la zebra è solo un pronostico o una realtà inconfutabile.

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